Negli ultimi giorni, numerosi utenti hanno segnalato una nuova truffa online che sfrutta il sistema di pagamento pagoPA per indurre le vittime a pagare una multa inesistente. L’avviso arriva dal CERT-AgID su proprio canale Telegram.
PagoPA, lo ricordiamo, è un sistema di pagamento elettronico sviluppato dal governo italiano per consentire ai cittadini, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni di effettuare e ricevere pagamenti.
In questa campagna i cyber criminali, allo scopo di rubare estremi sensibili alla vittima, inviano comunicazioni apparentemente autentiche, chiedendo il pagamento di 25 euro per una presunta infrazione di “parcheggio vietato”.
In realtà, ciò che dovrebbe risaltare subito agli occhi e screditare ulteriormente la legittimità della richiesta è che i dettagli di pagamento, pur menzionando una multa per parcheggio vietato, fanno un riferimento legale all’art.142 del Codice della strada che riguarda invece le violazioni dei limiti di velocità.
Indice degli argomenti
Finta multa pagoPA: come funziona la truffa
Secondo quanto riportato dal CERT-AgID e ricostruito dagli IoC (Indicatori di Compromissione) resi pubblici, i truffatori inviano e-mail contenenti un link che rimanda a un sito contraffatto, visivamente simile a quello di pagoPA (pagopa-it[.]com, modificadati[.]com, intesa[.]sanpaoio[.]com) dove una volta inseriti i dati per effettuare il pagamento, i criminali sottrarrebbero alla vittima:
- dati della carta di credito,
- generalità personali,
- indirizzo di residenza,
- indirizzo e-mail,
- numero di telefono.
Tutte queste informazioni, come in più occasioni ribadito dal CERT-AgID, verrebbero poi utilizzate per successive frodi finanziarie o vendute nel dark web.

Fonte: CERT-AgID.
Come è possibile vedere dalle immagini condivise, in pratica la pagina iniziale “PagoPA – Pagamento” residente nel dominio “modificadati[.]com” rimanda ad una serie di form in cascata che trasmettono i dati eventualmente inseriti al db in ascolto nello stesso dominio tramite metodo POST PHP, secondo il seguente processo di esfiltrazione e indipendentemente dalla opzione di pagamento scelta (“inquadra codice QR”/“Inserisci tu i dati”):
- “informations.php”: questo form richiede le generalità, residenza, e-mail e numero telefonico, invia questi dati al db e dopo reindirizza verso il form “recap.php”;
- “recap.php”: questo form di appoggio riassume i dettagli della presunta multa cercando di dare una parvenza di legittimità alla richiesta e reindirizza infine verso il form “fin.php”;
- “fin.php”: questo form è deputato alla ricezione dei dati della carta di credito e al successivo invio al db.
Come proteggersi dalla finta multa pagoPA
Per evitare di cadere vittima di questa truffa, è importante adottare alcune precauzioni:
- Verificare sempre l’URL del sito prima di inserire dati personali o di pagamento.
- Non cliccare su link sospetti ricevuti via e-mail o SMS.
- Leggere attentamente il contenuto dei messaggi, rilevando eventuali errori grammaticali, ortografici o inesattezze.
- Accedere al sito ufficiale dell’ente attraverso canali sicuri, digitando manualmente l’indirizzo nel browser.
- Diffidare di richieste di pagamento non attese, soprattutto se segnalano urgenza.
- Attivare sistemi di protezione bancari, come l’autenticazione a due fattori e notifiche per transazioni sospette.
Cosa fare in caso di truffa
Le truffe online sono sempre più sofisticate e mirano a sfruttare la fiducia degli utenti nei sistemi ufficiali. Restare informati e adottare comportamenti prudenti è il modo migliore per proteggersi da queste minacce. Diffondere l’informazione può evitare che altre persone possano cadere vittima di questo raggiro.
Se si sospetta di aver fornito i propri dati a un sito fraudolento, è fondamentale agire rapidamente:
- Bloccare immediatamente la carta di credito contattando la propria banca.
- Cambiare le password degli account compromessi.
- Segnalare la truffa alla Polizia Postale attraverso il sito ufficiale o recandosi presso un ufficio competente.
- Monitorare i movimenti bancari per individuare eventuali transazioni non autorizzate.